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mercoledì 31 agosto 2011

Tonno in agrodolce

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Tipica ricetta siciliana, anche se, in Sicilia il tonno viene spesso sostituito con l’Alalunga, un pesce della stessa famiglia del tonno, ma con carni bianche, molto buone e anche più economico, che naturalmente io a Venezia non ho trovato.


Ingredienti:
2 fette di tonno
3 cipolle rosse
circa mezzo bicchiere di aceto
circa un cucchiaio di zucchero
olio, sale e pepe

Procedimento
Affettare sottili le cipolle, cuocerle con un filo di olio e sale, coperte finché non saranno morbide, se occorre aggiungere qualche cucchiaio di acqua.
In una ciotolina preparare l’agrodolce, mescolando bene l’aceto con lo zucchero, cercando di ottenere un gusto equilibrato, cioè nessun sapore predominante, aiutandovi assaggiando man mano, naturalmente anche in base al vostro gusto, quindi unitelo alle cipolle, coprite e lasciate insaporire a fuoco basso.
Infarinate leggermente il tonno e fate rosolare in una padella con un filo di olio, salate e unirlo alle cipolle, continuare la cottura sempre coperto per qualche minuto.
Questo è uno di quei piatti che per essere gustato al meglio, deve essere preparato in anticipo, si deve dare al pesce il tempo di assorbire il sapore dell’agrodolce, quindi conservare in frigo e consumare il giorno dopo a temperatura ambiente, e vedrete la bontà.

lunedì 9 maggio 2011

Sarde a beccafico

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Piatto della tradizione siciliana, che trova le sue origini in tempi molto lontani, infatti, dovete sapere che con il termine Beccafico si identificano degli uccellini della campagna siciliana che in estate si nutrivano di fichi ( Becca-fico), di cui il nome.
Allora mi direte: che cosa c’entra l’uccellino con il pesce?
Dunque, i nobili siciliani dell’epoca, alquanto goduriosi, usavano preparare gli uccellini beccafico, ripieni di sarde, ma la ricetta così come è arrivata a noi è stata riadattata dalla popolazione, umili contadini e pescatori che non potendosi permettere di acquistare i beccafico, rielaborarono la ricetta con ingredienti poveri, trasformando ciò che in origine era il ripieno in un involucro che potesse contenere al suo interno, pecorino,  pinoli, uvetta e pangrattato. Della ricetta originaria si è persa ogni usanza, ma le sarde a beccafico per noi siciliani sono un classico leggero e saporito delle cene d’estate.
Ingredienti:
500 gr di  sarde  (io uso le alici, anche se sono più difficili da arrotolare)
100 gr di mollica (oppure pan carré leggermente asciugato in forno per qualche minuto)
30 gr di pecorino
2-3 filetti di acciuga
pinoli e uvetta
alloro
prezzemolo
sale e pepe
il succo di 2-3 arance o limoni
Procedimento:
Ammollate l’uvetta.
Pulire le sarde aprendole a libro, eliminando la lisca centrale facendo attenzione che non si rompano, lavarle delicatamente e disporle su un foglio di carta da cucina.
In una ciotola mescolare la mollica, il prezzemolo tritato, la scorza di un’arancia tritata, il pecorino grattugiato,l’uvetta e i pinoli leggermente tritati, sale e pepe, ed aggiungere circa 4 cucchiai di olio il composto deve risultare compatto.
Riempite le sarde con una nocciolina di composto e avvolgerle delicatamente, posizionatele in una teglia con un filo d’olio, una accanto all’altra mettendo qua e la, qualche foglia di alloro e qualche fetta di arancia, concludere spolverizzandole leggermente con un po’ del ripieno, un filo d’olio e il succo delle arance.
Infornare in forno caldo a 180° fino a cottura, circa 15 minuti.
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Con questa ricetta partecipo al contest di Tiziana del blog  “Pecorella di marzapane”


mercoledì 27 aprile 2011

Agnello aggrassato


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Il termine aggrassato (agglassato), deriva da  glasse, che nella cucina francese vuol dire ricoprire una pietanza di glassa, ma nella cucina siciliana invece per aggrassare si intende cuocere una pietanza, di solito la carne, con cipolla, olio, aromi, vino e spesso anche il pomodoro, ma soprattutto con le patate che una volta cotte creano un sughetto denso e cremoso che avvolge di squisito sapore tutta la carne, in Sicilia si preparano molti piatti cosiddetti  “aggrassati”, come lo spezzatino, gli involtini, e l’arrosto.

Bene dopo questa curiosità passiamo alla preparazione della ricetta.


Ingredienti:
1,5 kg di agnello a pezzi
400 gr di pelati
una cipolla grande
un bicchiere di vino bianco
una foglia di alloro
brodo q.b.
prezzemolo
500-600 gr di patate
olio ex, sale, pepe.

preparazione:
Lavare e asciugare bene l’agnello, affettare finemente la cipolla e far colorire in un tegame con l’olio, a questo punto unire l’alloro e i pezzi di agnello che farete ben rosolare uniformemente da tutti i lati, sfumare con il vino e quando è evaporato aggiungere i pelati (mi raccomando di buona qualità), salare, pepare unire un po’ di prezzemolo e un mestolo o due di brodo, coprire e far cuocere a fuoco dolce per circa 30/40 minuti, trascorso questo tempo unire le patate a pezzi e continuare la cottura per circa mezz’ora.

Servire caldo o tiepido.

martedì 12 aprile 2011

Zucchine a sfincione

 


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Essendo io Siciliana, non poteva mancare nella mia cucina lo sfincione, ma visto il periodo ormai caldo ho preferito una variante più estiva, dove cambia  l’ingrediente principale, invece della pasta lievitata ho usato le zucchine, che rendono il piatto più leggero, ma non per questo meno buono.

Ingredienti:
6 zucchine (media grandezza)
mollica (non pangrattato)
100 gr prosciutto cotto
200 gr mozzarella
2 grosse cipolle
50 gr di pecorino o parmigiano
sale, pepe
olio ex
prezzemolo
uvetta di Corinto e pinoli

Procedimento:
Tagliare le zucchine a fette.
Affettare sottilmente le cipolle, e far imbiondire in una padella con un po’ di olio, quindi abbassate la fiamma mettere il coperchio e far ammorbidire se occorre aggiungete due cucchiai di acqua, intanto mescolate la mollica con il formaggio, il sale, il pepe, l’uvetta e i pinoli e versateci sopra le cipolle con il liquido di cottura e amalgamate bene il composto deve risultare ben umido, aiutatevi con un poco di olio.

Mettere dei tocchettini di burro nel fondo della pirofila, e sistemare uno strato di zucchine, condire con un po’ di sale e pepe, mettere un po’ di prosciutto e mozzarella e terminare con uno strato di mollica condita con le cipolle, ripetere facendo un altro strato, concludere con fiocchetti di burro ed infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti o fino a quando non riuscirete a infilzarle con una forchetta.



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Con questa ricetta partecipo al contest di Cucinaamoremio "copie ma buone


giovedì 31 marzo 2011

Carciofi ripieni

Titolo originale: CARCIOFI CON LA TAPPA D’UOVO

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La prima ricetta salata che vi propongo è un secondo made in Sicily, la mia terra, la mia bella Sicilia, bella da vedere, da sentire da “mangiare” , con la sua storia i suoi paesaggi il suo mare, il suo sole,  il suo folclore, la sua ospitalità, la sua brava gente e naturalmente i suoi CARCIOFI !!!!

Questo è un piatto della tradizione contadina imparato da mia nonna Nunzia, che preparava decine di carciofi, li cucinava e poi li conservava in frigo, lei diceva: “ il giorno dopo sono ancora più buoni poiché riposano nel loro sapore”, ed aveva proprio ragione, credo ?!?!, veramente non lo so, io li ho mangiati subito, sapete la pazienza non è una mia virtù.

Ingredienti:

4 carciofi

2 uova

10 cucchiai di mollica ( non pangrattatto)

2 cucchiai di maionese (mia nonna usava olio ex)

50 gr di pecorino

30 gr di uvetta e pinoli (io non li metto)

4 fette di prosciutto cotto

q.b di prezzemolo, olio ex,  sale,  pepe e  cipolla

limone

passata di pomodoro.

Procedimento:

Pulire i carciofi eliminando le foglie più esterne e tagliare via le punte fino a trovare la parte tenera, eliminare anche le spine centrali, una volta puliti per evitare che anneriscano metterli a bagno in acqua e limone.

Preparate il sugo di pomodoro allungandolo con un bicchiere d’acqua, questo permetterà ai carciofi di cuocere senza che il sugo si restringa troppo, intanto che il sugo arrivi a bollore preparare il ripieno, in una ciotola amalgamate la mollica (ridotta in briciole) sale, pepe, il pecorino, il prosciutto tagliuzzato, il prezzemolo, la maionese e un poco d’olio, deve risultare un composto compatto.

Scolate i carciofi, batterli sul tagliere affinché perdano tutta l’acqua, asciugarli e riempirli con il composto appena preparato compattando molto bene. Mettere l’olio a scaldare, sbattere le uova, con un cucchiaio colate l’uovo sul carciofo e metterlo a friggere a testa in giù, si otterrà una specie di “tappo” che non permetterà al ripieno di fuoriuscire, deve risultare ben dorato, scolarli qualche minuto su carta assorbente, poi sistemarli nella pentola con il sugo in ebollizione, coprire e abbassare la fiamma, la cottura deve avvenire a fuoco dolce,sono cotti quando riuscite ad infilzarli con uno spiedino.

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